Novità e Varie

psicoanalista e scrittice...
un sito per leggere, sognare, condividere...

Quando le parole degli altri sostituiscono la propria esperienza, è meglio non ascoltare e rinchiudersi nel cesso.
di Angela Cavelli

Novità e Varie

eventi da non perdere,
utimi testi inseriti...

Mercoledì 29 Settembre, 2010
Ci vediamo Venerdì 1 Ottobre a Ragusa!
L'incontro si terrà al Palazzo della Provincia di Ragusa presso la sala convegni di viale del Fante... Alle 17:30

Venerdì 23 Luglio, 2010
Riportiamo il link all’intervista realizzata da Bustoweb in occasione della presentazione del libro “In guerra e in pace” di Angela Cavelli Colombo.

clicca qui per ascoltare l'intervista
Venerdì 23 Luglio, 2010
Per chi non è potuto venire alla presentazione, riportiamo, una per volta, alcune delle domande che sono state fatte ieri all’autrice Angela Cavelli.

Perché hai scelto come titolo del tuo libro “In guerra e in pace?”

In verità dapprima ho pensato di intitolarlo “Le confessioni di Vaga” perché Vaga, la protagonista del romanzo, a suo tempo ha fatto l’analisi e anche in questo romanzo le capita a volte di sdraiasi sul divano per confessare laicamente. Ha anche esperienza del confessare a un sacerdote, le manca fortunatamente il terzo tipo di confessione: quella giudiziaria. Ecco perché volevo intitolarlo così.

Poi ho deciso di cambiare titolo perché il paragone con “Le confessioni di Sant’Agostino” mi faceva tremare le gambe.

E allora ho pensato a: “In guerra e in pace”, prendendo questa volta da Tolstoi, perché nel mio libro si parla di incontri, ma anche di scontri, di guerre guerreggiate. Certo, c’è una differenza: in Tolstoi il conflitto è tra nazioni: Russia, Francia, Austria e i luoghi del conflitto sono Austerliz, Mosca, le immense pianure russe; Vaga invece si scontra con i suoi prossimi e i luoghi delle sue guerre sono il salotto, il tinello, la cucina, ma sempre di conflitti si tratta.

Dunque la sua guerra comincia in casa.

Perché fa la guerra Vaga e a chi?

Ad esempio fa la guerra all’uomo che si è scelta perché tra loro c’è una differenza di mete: il marito di Vaga vorrebbe una vita frugale, magari campestre, tranquilla, tra viti e ulivi. Vaga invece vuole vivere nella ricchezza con tanti amici e, perché no, con qualche filippino in livrea.

E’ pur vero che Vaga da giovane aveva il braccino corto, per cui è anche tentata di vivere in modo frugale. Naturalmente ad alimentare la guerra c’è anche altro, ma poi lo scoprirete da voi.

Allora per un po’ Vaga cerca di farsi andare bene le idee del suo uomo per cercare di andare d’accordo, vuole inculcarsele, ma poi non ce la fa. E’ come se si dicesse: i fiori sbocciano, gli uccellini cantano, il sole sorge, ma io non sto bene.

E allora inizia a fare la guerra: sbraita, urla, per calmarsi mette in bocca cinque sigarette per volta, corre per i viali alle cinque di mattina. Poi succede che sogna di dare un matterello in testa al marito. Per fortuna solo in sogno, ma questo la fa accorgere che la sua posizione, l’essere in guerra, non la fa stare bene.

E allora ricorre all’amico psicoanalista che l’aveva avuta in analisi. Perché Vaga ha la competenza di capire che da sola non ce la fa e cerca, per confidarsi, una persona che lei ritiene affidabile.

E le parole che questo signore pronuncia le portano una pace non illusoria, perché quest’uomo le dà le ragioni per non fare la guerra, aiutandola così a vivere un rapporto pacifico.

La conseguenza di ciò è che lascia che il marito faccia ciò che ha sempre fatto e lei cerca di non intervenire più di tanto. Ma siccome non è una fatina delle Winx, che svolazza sul mondo,

ogni tanto muove le acque, dice la sua in modo non molto garbato (perchè Vaga non è una brava persona), poi riprende il rapporto con il suo uomo, ma almeno senza complessi di colpa. Diciamo poi che da questa situazione ha ricavato qualcosa: sa che spetta a lei andare dietro a ciò che le va di fare , senza attendere il successo dell’altro per muoversi.

Ecco questo è un esempio di conflitto risolto e senza aver sporcato il tappeto di sangue. Non è neanche la pace del cimitero dove i corpi non si muovono più, anzi.

Il sottotitolo è: “Il giardino di Vaga- Candide.” Perché?

Ho preso il sottotitolo da un romanzo breve di Voltaire: “Candide o l’ottimismo” e c’è una ragione: Candide, per la sua ingenua semplicità, accoglie come veritiere le idee balorde che il suo precettore Pangloss gli mette in testa e cioè che tutto è già finalizzato al bene, senza che nessuno faccia niente, e che il mondo che c’è è il migliore dei mondi possibili. E così con queste idee quando incontra qualcuno non ragiona con la propria testa, non usa il suo pensiero per verificare se quella persona è davvero brava oppure gli sta rubando il portafogli, ma parte dal presupposto che gli uomini sono già fatti per soccorrersi a vicenda e così finisce arruolato a forza nel reggimento del re dei bulgari, viene fustigato, sculacciato, bastonato, rimettendoci quasi la pelle.

Ho raccontato questo perché anche Vaga, come Candide, ha delle idee balorde in testa che non le portano benefico. Sono idee ereditate dall’educazione che ha avuto, dall’ambiente in cui ha vissuto.

Ad esempio ha in testa un detto: “Chi si loda si imbroda”. E’ un detto infame che non permette a nessuno di muoversi perché non dà la possibilità di essere soddisfatti di quello che si fa perché proibisce di dire a se stessi “Sono stato bravo”, così come lo si dice a un altro perché si apprezza il suo lavoro.

L’amico psicoanalista la fa uscire da queste idee perché le dice che è immodesto solo chi pronuncia: “Sono stato bravo” senza aver fatto un lavoro, ma se uno fa un lavoro bene, è modesto, e ha ragione di congratularsi con se stesso. Questo è solo un esempio di idee balorde che Vaga ha in testa e che vengono corrette.

Ma cosa c’entra il giardino di Candide?

Il sottotitolo completo è “Il giardino di Vaga- Candide” Perché il giardino? In “Candide” il protagonista alla fine pronuncia una frase che fa capire che ha cambiato idea. Prima pensava che non ci fosse nulla da fare, perché tutto è già determinato; alla fine ha la buona idea di coltivare il proprio giardino, che vuol dire lavorare per costruire dei rapporti che diano frutto. Allora non crede più che tutto sia dato, anche se occorre fare un lavoro per arrivarci.

Ed è quello che tenta di fare Vaga, a dire il vero molto timidamente. Infatti spesso rimanda le cose che desidera fare.

Dal romanzo si coglie che Vaga non è la sola ad avere idee balorde in testa …

Infatti incontra persone che si fanno rovinare la vita da idee fisse e che per questo rinunciano ad avere successo, pur non mancando loro niente per raggiungerlo.

Ci sono dei personaggi minori nel romanzo che accompagnano la vicenda di Vaga e compagnia, quale di questi personaggi ti sei divertita a descrivere?

Un tipo bizzarro che Vaga e il marito incontrano in vacanza e che chiede in affitto un piccolo appartamentino. Quest’uomo è un professionista che probabilmente quando segue la sua professione è un tipo serio, ma quando parla d’amore si comporta come una macchietta degna di far parte di una commedia di Toto’ e Peppino De Filippo e ciò che dice è farsesco, ridicolo.

Sul dietro di copertina leggo che Vaga è una spudorata. Perché lo è?

Perché Vaga mette in piazza tutti i suoi pensieri, ma non solo, e fa questo a differenza di quando era adolescente in cui si chiudeva a riccio perché aveva l’idea balorda che i panni sporchi si lavano in famiglia.

Ora sa che è inutile censurare pensieri, azioni e omissioni perché il raccontarli è liberante, permette di legare con altri perché questi possono ritrovare pensieri che anche loro hanno avuto e dopo averli letti nel romanzo non sentirsi più unici al mondo.

E’ salutare riconoscere che non siamo i soli a fare certe esperienze.

Tratto da www.riflessioniaruotalibera.it
Lunedì 5 Luglio, 2010
Incontro di letteratura
nella più esclusiva terrazza estiva della città, incontrando gli Autori

Angela Cavelli Colombo
In guerra e in pace | Il giardino di Vaga – Candide

martedì 13 luglio 2010 – ore 19:30
Piazza F.lli Rosselli, Busto Arsizio


Prendete tre autori, altrettanti libri di recente pubblicazione, un locale elegante, l’atmosfera informale di un happy hour, un pizzico di brio, tre colori: rosa, giallo e nero. Fatto? Shakerate bene e servite con ghiaccio, decorando con… un segnalibro. È la ricetta di “Cocktail d’Autore”, evento promosso nel mese di giugno e luglio presso il Mia Lounge Bar di Busto Arsizio (piazza fratelli Rosselli) da Libreria Boragno con la collaborazione di Varesenews.


Mia beach longebar
Venerdì 23 Luglio, 2010
Sul quotidiano "La Provincia" di domenica 18 Luglio 2010, un articolo su Angela Cavelli Colombo

La mia Vaga tra incontri e scontri. Sulla scia di Tolstoj - di Valeria...
Angela Cavelli Colombo ha presentato il suo nuovo libro. Con la stessa protagonista e con nuovi percorsi in cerca di se stessi

BUSTO ARSIZIO - Vaga è una psicoanalista di un borgo di provincia. È la protagonista dell'ultimo libro della bustocca Angela Cavelli Colombo "In guerra e in pace - Il giardino di Vaga-Candide" psicoanalista come la protagonista. Vaga - la scelta del nome preso dal verbo vagare svela fin dall'inizio la sua natura irrequieta - è anche la protagonista degli altri tre romanzi di Angela Cavelli Colombo che raccontano anch'essi i conflitti di una donna lombarda in guerra con il mondo: Guerra che riesce a risolvere grazie alla psicoanalisi, uscendone trionfante. Dopo aver pubblicato per tre anni con l'autore Greco&Greco, l'autrice ha scelto di stampare in proprio il volume e di affidare l'originale copertina e il progetto grafico a Chiara Occhipinti: la grafica si è ispirata alle immagini seriali di Andy Warhol e ha realizzato due versioni della copertina. Nel titolo la scrittrice si è ispirata niente meno al grande Tolstoj: "Nel mio libro - spiega l'autrice - si parla di incontri, ma anche di scontri e di guerre guerreggiate. In Tolstoj, però, il conflitto è tra nazioni: Russia, Francia, Austria; Vaga invece si scontra con i suoi prossimi e i luoghi delle sue guerre sono il salotto, il tinello, la cucina, ma sempre di conflitti si parla." La guerra, insomma, per Vaga comincia in casa con l'uomo che si è scelta per vivere e con altre persone che incontra. Dopo avere scoperto di essere in guerra ricorre all'amico psicoanalista che l'aveva avuta in analisi e risolve molti dei suoi problemi: "Questa storia - spiega l'autrice - è un esempio di conflitto risolto e senza aver sporcato il tappeto di sangue, come purtroppo spesso accade se i conflitti restano irrisolti". L'autrice fa riferimento agli ormai sempri più numerosi conflitti famigliari che si trasformano in vere e proprie guerre con spargimento di sangue anche nelle piccole province. La figura dell'amico psicanalista è fondamentale ed è il mezzo per risolvere il conflitto. Il libro è ambientato in un borgo di provincia lombardo, per non dire espressamente a Busto. Lo scorso 13 Luglio Angela Cavelli Colombo ha presentato il suo libro al Mia Beach di Busto nell'ambito degli incontri con i "Cocktail d'autore" organizzati dalla libreria Boragno